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Come salvare i dati di Google Plus prima che venga chiuso

Ciao a tutti,

è di pochi giorni fa la notizia, riportata dal The Wall Street Journal e rimbalzata sulle testate giornalistiche e su siti e blog di tutto il mondo, di una vulnerabilità presente in Google Plus, che pare abbia per molto tempo esposto centinaia di migliaia di utenti al furto dei propri dati da parte di malintenzionati.

Come conseguenza di tale problema, già noto da alcuni mesi, Google ha assunto un’importante decisione: chiudere Google+.

Questa decisione, come era prevedibile, ha fatto un certo scalpore. E ha generato preoccupazione tra gli utenti, che adesso rischiano di vedere i propri dati, caricati nel corso degli anni su questo social network, svanire nel nulla.

Quindi, come fare per salvare questi dati? Ebbene, vi farà piacere sapere che c’è un modo per salvare i vostri dati di Google Plus!

E nel video che segue vediamo i passi da compiere per non perderli (PS: vi ricordo di iscrivervi gratuitamente al canale TravaMix su Youtube per essere i primi a conoscere i nuovi video pubblicati).

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Un computer di legno per chi rispetta l’ambiente!

Ciao a tutti, oggi vi riporto una notizia di un paio di giorni fa, che farà piacere a tutti coloro che amano e rispettano l’ambiente.

La società irlandese Iameco, nota per la produzione di prodotti informatici con materiali ecologici (Il nome stesso deriva dall’espressione “I am eco”) ha annunciato niente di meno che la produzione di un computer portatile di legno!

Si, avete capito bene! Un notebook che, come riportato dalla Iameco stessa, si propone di essere un vero amico dell’ambiente ed è pensato per ridurre al minimo i rifiuti. Infatti, sappiamo bene che quando un computer giunge al termine del suo ciclo di vita e si è costretti a dismetterlo, gran parte del materiale che lo compone non può essere riciclata e diventa inquinante per l’ambiente.

Computer portatile di legno Iameco

Ebbene, con questo portatile è possibile usufruire dei benefici della tecnologia con il minimo impatto sull’ambiente!

Costituito da una scocca in legno di acero e faggio, il notebook in questione è anche composto da eco-plastiche per le parti che necessariamente prevedono l’impiego di materiale isolante ed è progettato in maniera modulare. Ciò consente di effettuare aggiornamenti all’hardware per prolungare la vita del prodotto. In quest’ottica, la Iameco dichiara un ciclo di vita medio di circa 10 anni.

Inoltre, dal ciclo produttivo sono stati eliminati materiali fortemente inquinanti come il mercurio, il piombo, il PVC e così via…

Anche dal punto di vista delle prestazioni, il notebook non è male. Questa è la configurazione riportata sul sito della Iameco (link ufficiale: http://www.iameco.com/d4r/overview/):

  • Scheda madre con bus da 800Mhz a 1300Mhz (adatta ad ospitare processori Intel i3, i5 e i7);
  • Hard disk SSD (in diversi tagli);
  • Memoria DDR con processo costruttivo a 30nm.

Che dire, è sicuramente una interessante novità, esteticamente anche molto gradevole (almeno dalle immagini), da tenere in considerazione come punto di partenza per un’evoluzione tecnologica che abbia un impatto meno negativo sul nostro ecosistema e che diventi sempre più ecologicamente sostenibile.

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Bash in pillole: Usare TAR per creare e accedere agli archivi .tar.gz e .tar.bz2

Eccoci qui con un nuovo post sull’utilizzo del terminale di Linux (utile anche per chi utilizza Mac OS o qualsiasi altro sistema operativo Unix-based). In questo articolo vedremo come utilizzare il comando “tar” per accedere al contenuto di archivi .tar o .tar.gz (i cosiddetti “tarballs“).

Il comando tar ha un grande numero di opzioni, ma molte di esse sono utili per un impiego avanzato, mentre per un utilizzo comune basta conoscere davvero pochissime lettere.

Su gran parte delle distribuzioni Linux e su Mac OS è presente la versione GNU di tar, che contiene anche le funzionalità di compressione. In pratica, tar può creare archivi compressi con gli algoritmi gzip e bzip2, permettendo di generare con un solo comando files .tar.gz o tar.bz2.

CREAZIONE DI UN ARCHIVIO

Detto questo, vediamo subito come creare un archivio tarball da una specifica directory. Una delle comodità di creare un archivio in questo modo è il fatto che i permessi dei files non vengono modificati, come invece avviene quando copiamo normalmente la directory da un path ad un altro.

Apriamo il nostro terminale e digitiamo:

tar -czvf nomearchivio.tar.gz  /path/della/directory/da/comprimere

dove “nomearchivio” rappresenta il nome che vogliamo dare al file .tar.gz e “/path/della/directory/da/comprimere” il percorso della directory che vogliamo comprimere.

Le opzioni utilizzate per la creazione dell’archivio sono:

  • c – crea un archivio;
  • z – l’archivio deve essere compresso con l’algoritmo gzip;
  • v – usa la modalità “verbose”, cioè descrittiva. In pratica, mostrami i files che stai comprimendo;
  • f – il nome del file .tar.gz è quello di seguito indicato.

Dopo l’esecuzione del comando, vedremo apparire nella directory corrente il file nomearchivio.tar.gz.

Un’altra opzione utile durante la creazione di un archivio con tar può essere l’esclusione di alcuni files dall’archivio. Si ottiene con l’opzione “–exclude”, che si può utilizzare così:

tar -czvf nomearchivio.tar.gz  /path/della/directory/da/comprimere –exclude=*.doc

Nell’esempio, escludiamo tutti i files .doc dall’archiviazione e compressione.

Inoltre, se volessimo utilizzare il metodo di compressione bzip2, più efficace in diversi casi, basta sostituire l’opzione “z” con l’opzione “j”. Quindi:

tar -cjvf nomearchivio.tar.bz2  /path/della/directory/da/comprimere –exclude=*.doc

DECOMPRESSIONE E APERTURA DI UN ARCHIVIO

Per estrarre il contenuto da un archivio, basta utilizzare il seguente comando:

tar -xzvf nomearchivio.tar.gz

Come possiamo constatare, tutte le opzioni sono rimaste invariate, tranne l’opzione “c” che è stata sostituita da una “x” (eXtract), che rappresenta il comando di estrazione dell’archivio.

Se desiderassimo estrarre il contenuto dell’archivio in una directory specifica, potremmo usare l’opzione “-C” nel seguente modo:

tar -xzvf nomearchivio.tar.gz -C /directory/specifica

dove “/directory/specifica” rappresenta la nostra directory di destinazione.

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Installare e configurare un server RADIUS su Ubuntu in 10 minuti

Ciao a tutti!

Come molti di voi sanno, il sito web https://www.travagliante.com non è soltanto il mio blog personale, ma anche un angolo che utilizzo per prendere appunti, uno strumento che mi permette di riportare le mie esperienze personali e che mi permette di “prendere nota” di attività che possono essere più o meno complesse e che possono portare ad una efficace configurazione di PC, di server o di dispositivi mobili.

Questa volta, voglio riportare in queste pagine alcuni brevi passaggi da seguire per installare e configurare un server con Ubuntu Linux in grado di svolgere le funzioni di un server RADIUS.

A cosa può servire un server RADIUS? Un server RADIUS si occupa di gestire l’autenticazione, a livello remoto, di utenti che devono accedere e utilizzare determinate risorse di una rete informatica. In passato, un server RADIUS veniva utilizzato soprattutto per autenticare gli utenti che si collegavano alle reti aziendali mediante una connessione in dial-up (con un modem). Attualmente, invece, un server RADIUS può essere utile per gestire le autenticazioni ad una rete (ad esempio, una rete wi-fi, un determinato servizio di networking, ecc.) e per stabilire gli opportuni privilegi, in base ad un nome utente e ad una password.

La funzione di server RADIUS può essere svolta da un dispositivo di rete specifico (ad esempio, un appliance firewall), oppure da un server Linux.

Dopo questa premessa, vediamo i passaggi da completare per installare e configurare un server RADIUS utilizzando Linux Ubuntu. La versione di Ubuntu da me utilizzata è la 16.04, ma certamente qualsiasi versione recente va bene.

1. Installare i packages necessari per il server RADIUS. Con Ubuntu, utilizziamo il software FreeRADIUS

apt-get install freeradius
apt-get install freeradius-ldap

2. configurare le informazioni inerenti il dispositivo che dovrà interrogare il server radius, per verificare l’autenticazione

Infatti, il server RADIUS accetterà le richieste di autenticazione esclusivamente da tale dispositivo (es.: un access point nel caso di una rete wireless, o un altro apparato di rete, ecc.). Per configurare le informazioni sul dispositivo, dobbiamo modificare il file /etc/freeradius/clients.conf

vi /etc/freeradius/clients.conf

In coda al file, inseriamo le seguenti righe, avendo cura di sostituire <IP del dispositivo> con l’indirizzo del dispositivo che si occuperà di accedere al server RADIUS, <password segreta> con una password da utilizzare per l’accesso alle informazioni RADIUS e <denominazione apparato> con un nome che ci permetta di identificare al meglio il dispositivo:

client <IP del dispositivo> {
secret = <password segreta>
shortname = <denominazione apparato>
nastype = other
}

ad esempio, nel caso in cui abbiamo un access point wireless con IP 192.168.0.1 che deve fare l’autenticazione al server RADIUS, utilizzando la password miapassword (che inseriremo successivamente nella pagina web di amministrazione dell’access point stesso), avremo qualcosa di molto simile a:

client 192.168.0.1 {
secret = miapassword
shortname = accesspoint1
nastype = other
}

3. aggiungere al server gli utenti che effettueranno l’autenticazione RADIUS

adduser utente1

adduser utente2

4. aggiungere gli stessi utenti alla configurazione RADIUS

vi /etc/freeradius/users

Precisamente, aggiungere al file users, in coda (avendo cura di sostituire <password utente 1> e<password utente 2> con le rispettive password degli utenti 1 e 2:

utente1 Cleartext-Password := <password utente 1>

utente2 Cleartext-Password := <password utente 2>

5. riavviare il servizio FreeRADIUS:

service freeradius restart

A questo punto, il server RADIUS è funzionante e accetta richieste di autenticazione dal dispositivo configurato all’inizio. Per leggere il log del servizio, utilizziamo il file /var/log/freeradius/radius.log:

cat /var/log/freeradius/radius.log

Invece, per effettuare un test, possiamo utilizzare l’apposita utility radtest, nella forma radtest utente1 <password utente 1> localhost 0 <password segreta> -x:

radtest utente1 password_utente_1 localhost 0 password_dispositivo -x

Per far partire il servizio RADIUS in modalità debug (per avere maggiori informazioni nel file radius.log):

freeradius -X

Fatto! Penso di aver scritto tutto. Per qualsiasi eventuale dubbio, non esitate a contattarmi.

Ciao a tutti! Al prossimo articolo!

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Il re è morto… Viva il re! Benvenuto 2017!

Lascio questo post sul blog per augurare a tutti un buon anno 2017, nella speranza che questo nuovo anno porti tanta gioia, salute, serenità e felicità a tutti voi!

TANTI AUGURI! BUON 2017!

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Creare applicazioni per iPhone e iPad con Swift – la guida aggiornata è anche su iBookStore

Buon pomeriggio a tutti!

Scrivo questo breve post per avvisarvi che la nuova versione aggiornata dell’ebook “Creare applicazioni per iPhone e iPad con Swift” è adesso disponibile anche su iBookStore!

Come creare applicazioni iOS con Swift
Cosa aspettate?

Scaricate subito questo aggiornamento importante e imparate a creare nuove app per il sistema operativo iOS!

Creare applicazioni per iPhone e iPad con Swift di Roberto Travagliante

Scarica sul tuo iBooks
Per maggiori informazioni, o per vedere un’anteprima dei contenuti dell’ebook, clicca qui!

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Connettersi in modalità telnet a Gmail e a server IMAPs

Ciao a tutti!

Qualche giorno fa ho avuto la necessità di effettuare un backup di sicurezza di tutti i messaggi contenuti all’interno di una casella di posta elettronica Gmail e, per fare ciò, ho utilizzato un comodissimo software per Mac OS, chiamato Gmail Backup.

Tuttavia, durante la copia delle tante email, l’applicazione in questione si è bloccata, a causa di un messaggio che non poteva essere recuperato per motivi non molto chiari (il file di log del software in questione non era dettagliato).

L’unica cosa che riportava il log di Gmail Backup era l’UID della email.

Per questo motivo, ho cercato di capire quale fosse il messaggio in questione e, nel far questo, ho pensato che fosse utile effettuare un collegamento telnet al server IMAPs di Gmail (tramite il terminale e la BASH) e ottenere informazioni circa il messaggio.  Ciò, considerato che Gmail non sembra dare la possibilità di effettuare ricerche dei messaggi email mediante la propria interfaccia WEB basate sugli UID dei messaggi.

Dato che ritengo che questa possa essere una cosa utile non soltanto a me, bensì a tutti coloro che hanno problemi analoghi al mio, ho deciso di scrivere questo post e di condividere questa mia esperienza.

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La leggenda della regina Tin Hinan

Ciao a tutti!

Eccomi con un piccolo off-topic!

Oggi, in modo del tutto casuale, ho scoperto questo interessante progetto di crowdfunding, avviato da Rossella Grenci, nota logopedista potentina e appassionata della cultura Tuareg, oltre che di libri per l’infanzia.
Sempre per caso, ho iniziato a leggere il titolo di questo progetto, che consiste in un albo illustrato per bambini dal titolo “La leggenda della regina Tin Hinan”.
La particolarità di questo libro per bambini è che si tratta di un progetto di crowdfunding, quindi di un progetto la cui riuscita dipende da una campagna di raccolta fondi online.
Come riporta la stessa Rossella Grenci, nella pagina di presentazione del progetto, sostenendo tale progetto “…puoi diventare complice della realizzazione di un sogno…”.
L’idea di contribuire a questo sogno mi affascina, anche perché ho letto altre opere di Rossella Grenci e sono convinto che si tratti di un’iniziativa di grande qualità.
Perciò, invito tutti voi a partecipare con un piccolo contributo!
 
Forza, sosteniamo “La leggenda della regina Tin Hinan”!
Questa è la pagina che descrive l’iniziativa: Clicca qui!
Questa, invece, è la pagina per contribuire al progetto: Clicca qui!

 

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WordPress dalla A alla W: l’e-book per creare e far decollare il proprio blog!

Desideri creare e far decollare il tuo blog? Vuoi creare il tuo sito aziendale e/o personale?

Vuoi guadagnare con Internet? O promuovere te o la tua attività?

In altre parole, vuoi dar vita al tuo business con un blog?

WordPress dalla A alla W è la guida che fa per te!!!

 

 

Ciao a tutti!

Continua a crescere il numero degli utenti che hanno deciso di leggere il fantastico libro ed ebook “WordPress dalla A alla W” e che, soprattutto, hanno iniziato la propria attività di blogger utilizzando le informazioni e i suggerimenti contenuti in questa magnifica guida!

Quasi un mese e mezzo fa, veniva scaricata la prima copia elettronica di questo libro e veniva predisposto tutto il necessario per la stampa della versione cartacea. Da allora, è stato un “crescendo” sotto tutti i punti di vista!

Chi ha avuto modo di leggere il libro, in formato cartaceo e/o ebook (attualmente il libro è in offerta in formato elettronico a soli 4,99 euro in formato .PDF, .EPUB e MobiPocket) ne è rimasto piacevolmente colpito!

Sul sito https://www.travagliante.com è possibile leggere solo alcuni dei commenti lasciati da alcuni lettori, molti altri sono giunti via email e tramite Facebook.

Insomma, un’ottimo inizio per un progetto che era partito per essere un ebook di 20 pagine e che, pian piano, è diventato un vero e proprio libro di 219 pagine, senza fronzoli e dense di informazioni utili!

Eh si, perché sul web si trova di tutto, ma non tutto è utile per quelli che sono i propri obiettivi!

Ed è veramente difficile trovare il manuale giusto per poter creare e far decollare il proprio blog!

Questo è l’obiettivo principale di “WordPress dalla A alla W“! Fornire una guida utile per creare il tuo blog, per farlo decollare, per incrementare le tue visite, per promuoverlo e, perché no, per guadagnarci anche qualcosa!!!

Per questo motivo, il consiglio di SPACE 4 TUTORIAL è: visita il sito https://www.travagliante.com/, scarica l’anteprima del libro (ecco il link per il download), per vedere gli argomenti trattati!

E inizia subito a dar vita al tuo blog con WordPress!

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WordPress dalla A alla W: l’ebook sul migliore CMS per blog!

Sei affascinato dai blog?

Vorresti crearne uno tutto tuo e diventare un blogger, ma non sai neanche da che parte cominciare?

Sei un webmaster di comprovata esperienza, ma vuoi ottenere il massimo da WordPress e sfruttarne la sua forza?

Allora, questo libro è ciò che fa per te!

WordPress dalla “A” alla “W”

WordPress dalla "A" alla "W"

WordPress dalla “A” alla “W”

Dettagli della pubblicazione:

Autore: Roberto Travagliante

ISBN: 9788890727009

Stampa formato A5: 219 pagine

Prima edizione: Aprile 2012

Disponibilità in formato cartaceo (copertina morbida con rilegatura termica): 3-5 giorni lavorativi

Disponibilità in formato ebook (.PDF, .EPUB, .MOBI): download immediato

Formato cartaceo: € 14,99

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Scritta in modo chiaro e organizzato, questa edizione è realizzata per soddisfare le esigenze di tutti, dal blogger alle prime armi al webmaster più esperto!

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